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sabato 14 febbraio 2026

San Valentino 14 febbraio 2026

Musica mediterranea: Capo Africa Mahdia

La festa e l'anniversario.

Marco Monguzzi — già Suvini Zerboni Edizioni Musicali - CGD


Capo Africa 14 febbraio 2026

La giornata si schiude tra un mare e un cielo privi di nuvole, eppure non ancora del tutto sereni. Le acque riposano quiete, ma l'aria non cede alla mitezza: sulla mia pelle il fresco persiste, simile a un sussurro d'inverno che non vuole ancora arrendersi. Almeno, non piove.

Oggi è San Valentino, la festa degli innamorati. È quel giorno che qualcuno, per un dolce lapsus dell'anima, potrebbe quasi confondere con una passerella di alta moda. È il momento in cui il "cuore sovrano" sembra abdicare in favore di un consumismo vestito d'emozione, dove l'amore si misura tra nastri di seta e promesse incartate.

Qui a Mahdia, lontano dal frastuono delle vetrine e dal rito dell'acquisto, questa ricorrenza scivola via sommessa. Per molti, forse, nemmeno esiste; o abita altre date e altre forme, senza quell'eco mediatica che altrove oggi rimbomba come un tamburo solitario.

Eppure, l'amore resta. Quell'amore che è marchio indelebile della canzone italiana, erede diretta della "napoletanità" partenopea e specchio di quelle sonorità viscerali che solo il Mediterraneo sa generare. È l'eredità del Festival di Sanremo che, raccolto il testimone dalla tradizione di Napoli, è divenuto il leitmotiv di intere generazioni.

Sono sogni che hanno solcato il solco del vinile per approdare, malgrado tutto, fino ai giorni nostri. E allora, come non pescare dal mazzo delle memorie una "canzonetta"? Penso a un brano del 1977 firmato dagli Alunni del Sole — melodia collettiva nata sotto l'egida della Ricordi e la produzione di Roberto Danè. Una canzone ripresa poi in cover discrete, forse meno dichiarate, ma che nel testo custodisce un ritmo ambiguo e un sapore vocale quasi binario... insomma: «Chi te lo fa fa?»

https://youtu.be/pujCUVcCNKM?si=wHwA3k8DYTR-oY-F

In questo viaggio tra le note, brilla anche la versione al femminile di Ornella Vanoni (su licenza CGD - Warner Music), dove il brano si riveste di una nuova eleganza.

È affascinante, in questo cammino, la visione napoletana del diritto d'autore, che la saggezza popolare tramanda quasi come un'antica legge del mare: «'E parole 'e chesta canzone teneno diritto d'autore. Se ponno mettere ccà sulo settanta anne appriesso ca ll'autore è muorto.»

Settant'anni dopo la morte: non una fredda norma burocratica, ma un tempo profondamente umano. Il tempo necessario perché le parole, finalmente libere da vincoli, possano tornare al mare da cui sono nate.

In questo canto sopravvivono ancora l' anima della CGD che rivoluzionò il nostro modo di sentire; Vittorio Somalvico, custode delle edizioni Warner Bros dallo sguardo lungo, capace di riconoscere il futuro in note ancora in bozza; Roberto Danè, artigiano del suono, paziente come chi sa che la bellezza nasce dal tempo; e Ornella Vanoni, che prima di cantare ascoltava il silenzio dentro di sé.

Compagni di strada, testimoni di un'epoca in cui la musica si faceva con le mani, con l'orecchio e con il cuore. Non sono ricordi impolverati: sono presenze vive. Perché chi ha condiviso il respiro prima della nota sa che quel respiro non finisce mai. Resta — come il mare di Capo Africa Mahdia — ad aspettarci ogni volta che torniamo ad ascoltare.



Marco Monguzzi — già Suvini Zerboni Edizioni Musicali - CGD


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